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L'emergenza Siria nei campi profughi palestinesi in Libano
Oltre 53.070 palestinesi provenienti dalla Siria hanno trovato rifugio nei campi profughi palestinesi in Libano, già in forte disagio strutturale, economico e sociale. Con il protrarsi dei combattimenti in Siria, la situazione nei campi profughi in Libano è degenerata in una crisi umanitaria, aggravata dalla difficoltà dell’arrivo dei rifornimenti di prima necessità.
Con il tempo l’intervento emergenziale delle organizzazioni internazionali è riuscito a colmare le prime necessità dei nuovi arrivati. Tuttavia sono sorti problemi di carattere educativo, sociale e relazionale che mettono in forte disagio i minori.

L’educazione scolastica nei campi profughi
L’UNRWA (l'agenzia ONU per i profughi palestinesi) è l’unico ente che si occupi degli studi dei profughi palestinesi sia residenti nel campo sia per PRS. I suoi servizi sono insufficienti. Le classi sono sovraffollate e mancano nelle scuole laboratori, computer, librerie e attività ricreative.
Tale difficoltà già si notava anche prima dell’arrivo dei rifugiati palestinesi provenienti dalla Siria.
Questa situazione, pressoché disastrosa, ha già provocato un tasso di analfabetismo elevato, il 13% dei maschi adulti ed il 23% delle donne adulte è analfabeta. Secondo i documenti forniti dall’UNRWA la situazione dei palestinesi in Libano presenta dati allarmanti. La povertà estrema colpisce il 67% dei rifugiati, il 56% della popolazione dei campi è disoccupata, l’8% dei bambini tra 7 e 15 anni non frequenta la scuola e il 40% degli edifici dei campi non sono adatti per l’abitabilità.
Il tasso di abbandono tra gli studenti è molto alto: mentre una grande percentuale di bambini di 7 anni sono iscritti nelle scuole, all'età di 16 anni quasi la metà dei profughi palestinesi hanno abbandonato la scuola. Il tasso d’iscrizione alla scuola primaria (6-11 anni) è del 96%, ma scende al 63% nella scuola media (12-14 anni) e a un preoccupante 40% nella scuola superiore (15-17 anni).
Molti studenti abbandonano le scuole dell'UNRWA soprattutto a causa della mancanza di sostegno educativo in famiglia, delle classi troppo affollate e, principalmente, per il desiderio di lavorare al fine di contribuire il reddito delle loro famiglie.

Una bassa percentuale dei bambini palestinesi rifugiati provenienti dalla Siria, appena 7.486, frequentano scuole dell'UNRWA in Libano – il 15 per cento integrato nel sistema UNRWA regolare nel paese e l’85 per cento in classi speciali per PRS.
La bassa iscrizione complessiva indica le difficoltà che le famiglie PRS si trovano ad affrontare nella ricerca di stabilità e riparo. Molto spesso i minori non vengono accettati nelle scuole se l’anno scolastico già ha avuto inizio.

In questo contesto, questo progetto ha lo scopo di fornire spazi a valenza educativa creati sui bisogni principali dei minori palestinesi rifugiati provenienti dalla Siria nel Campo profughi di Shatila, collaborando con le istituzioni e le altre realtà territoriali.

Attività del progetto

  • Fornire Kit scolastici per i bambini: Per poter studiare ogni bambino ha bisogno dei materiali di base, ed è essenziale garantire pari opportunità di apprendimento a tutti gli studenti. Per tale motivo il progetto vuole fornire agli studenti i materiali di cui hanno bisogno: i kit scolastici completi, che contengono penne, matite, quaderni, diversi materiali di cancelleria e zaino.
  • Realizzazione di 2 turni di 4 ore giornalieri (5 giorni a settimana per 10 mesi) per il sostegno scolastico. Il progetto include attività di sostegno educativo per le scuole primarie e secondarie. L'obiettivo è quello di migliorare la qualità dell'apprendimento, sia qualitativamente che quantitativamente, favorire la crescita personale dei minori in stato di disagio e facilitare il loro raggiungimento di scolarizzazione adeguato.

Beneficiari diretti:
120 ragazzi e ragazze, tra 6 e 16 anni, che vivono nel campo profughi di Shatila e area adiacente (Palestinesi, Palestinesi rifugiati provenienti da Siria, Siriani rifugiati)