Associazione per la Pace

Solidarietà e sostegno al movimento No Tav

 

 

E' necessaria una riforma che sposti risorse sul sociale

 Rete Disarmo, Sbilanciamoci e Tavola della Pace

 

Discorso di chiusura alla manifestazione NO F35 di Novara

 

I profughi palestinesi in Libano: Incontro con Abdullah Barakeh

Venerdì 4 novembre ore 18 via  Giolitti, 141 - ROMA
 

Unesco: benvenuta Palestina, adesso subito Hebron-El Khalil sia dichiarata città patrimonio dell' Umanità

 

Tunisia: “La violenza non sequestri la democrazia”

 

17 dicembre 2010: Commemorazione dell’inizio dell’Intifada tunisina

 

GIORNATA ONU PER I DIRITTI DEL POPOLO PALESTINESE

 

Palestinesi si uniscono alle barche per sfidare assieme l'assedio imposto da Israele su Gaza.

 

NO AGLI F-35: Appello per la manifestazione del 12 novembre 2011 a Novara:

Assopace - No F-35
Associazione per la Pace aderisce
Vieni anche tu!
 

Tunisia: il dovere di accompagnarli lungo il processo di democratizzazione

 

Tunisia: “il trionfo della democrazia”

 
Documento del Congresso dell’Associazione per la Pace:

PER IL RILANCIO DEL MOVIMENTO PACIFISTA

Neanche 10 anni sono passati da quando, con un’affermazione decisamente esagerata, un famoso giornale nordamericano definì il movimento pacifista “seconda potenza mondiale”. Eravamo all’inizio della “guerra permanente” dichiarata da Bush junior subito dopo la tragedia dell’11 settembre, con l’occupazione dell’Afganistan e l’invasione dell’Iraq.
Una mobilitazione imponente per ampiezza e diffusione. Milioni e milioni di persone che manifestavano in tutto il mondo contro gli orrori della guerra. Dappertutto le bandiere arcobaleno sventolavano e si mescolavano agli altri simboli della protesta mondiale, ed il tema della pace si intrecciava indissolubilmente a quelli della solidarietà e della lotta alla globalizzazione neoliberista. Era l’epoca del trainstopping e dei Social Forum, delle marce e dei dibattiti. Nel nostro paese dopo i drammatici giorni di Genova, vi fu una vera e propria mobilitazione di popolo che saldava il ripudio della guerra all’opposizione verso le politiche antipopolari e reazionarie del governo Berlusconi. Alle marce pacifiste si aggiunsero la lotta per la difesa del Wellfare e i girotondi per la difesa della democrazia. La grande manifestazione di Roma della CGIL e quella di Firenze al termine del Social Forum dimostravano la straordinaria capacità di mobilitazione e la diffusa voglia di protagonismo. Persino l’opposizione di centrosinistra, fino ad allora boccheggiante in Italia, trasse vantaggio da quell’esperienza, senza la quale non si sarebbe avuta la risicata vittoria del 2006. >>>

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