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Associazione per la Pace

65° anniversario della Nakba

15 Maggio 2013,
Roma, Padova, Pisa, Modena
 
 
 

Università: Sfide e limiti del processo formativo ....

Giovedì 9 maggio, ore 16:30
Facoltà Ingegneria
Via Eudossiana, 18 Roma
 

Peace Puzzle: Community Theatre and Capacity-building towards Communal Conflict Prevention

 

 
 

Lavoro e diritti "affinità e differenze tra la situazione italiana, libanese e palestinese"

Mercoledì 08 maggio ore 17:00
CSA La Torre - Via Bertero 16 
 

Da' una possibilità alla pace.Devolvi il 5 per mille a Associazione per la Pace.CF. 96255180588

 

 

I Balcani Vent'Anni Dopo - conferenza internazionale a Padova,11 maggio 2013

 

 

COMUNICATO Caccia F-35 a terra come le sue false promesse

 
Documento del Congresso dell’Associazione per la Pace:

PER IL RILANCIO DEL MOVIMENTO PACIFISTA

Neanche 10 anni sono passati da quando, con un’affermazione decisamente esagerata, un famoso giornale nordamericano definì il movimento pacifista “seconda potenza mondiale”. Eravamo all’inizio della “guerra permanente” dichiarata da Bush junior subito dopo la tragedia dell’11 settembre, con l’occupazione dell’Afganistan e l’invasione dell’Iraq.
Una mobilitazione imponente per ampiezza e diffusione. Milioni e milioni di persone che manifestavano in tutto il mondo contro gli orrori della guerra. Dappertutto le bandiere arcobaleno sventolavano e si mescolavano agli altri simboli della protesta mondiale, ed il tema della pace si intrecciava indissolubilmente a quelli della solidarietà e della lotta alla globalizzazione neoliberista. Era l’epoca del trainstopping e dei Social Forum, delle marce e dei dibattiti. Nel nostro paese dopo i drammatici giorni di Genova, vi fu una vera e propria mobilitazione di popolo che saldava il ripudio della guerra all’opposizione verso le politiche antipopolari e reazionarie del governo Berlusconi. Alle marce pacifiste si aggiunsero la lotta per la difesa del Wellfare e i girotondi per la difesa della democrazia. La grande manifestazione di Roma della CGIL e quella di Firenze al termine del Social Forum dimostravano la straordinaria capacità di mobilitazione e la diffusa voglia di protagonismo. Persino l’opposizione di centrosinistra, fino ad allora boccheggiante in Italia, trasse vantaggio da quell’esperienza, senza la quale non si sarebbe avuta la risicata vittoria del 2006. >>>

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