Associazione per la Pace

Calendario degli incontri - Modena

 

In cammino per la pace

 

L'appoggio di Mosca alla Siria di Imad Fawzi Shueibi*

 

 

L'ultimo rapporto di Amnesty International sulla torture in Siria

 

 

 

Comunicato della campagna Disarmo “Taglia le ali alle armi”

 

Siria: Relazione del capo della Missione degli Osservatori della Lega degli Stati Arabi

 

2012: il Centro Studi Sereno Regis compie 30 anni

 

Syria English

  • Foreign Fighters Join Syrian Rebels by Ulrike Putz*
  • Syria and the UN - Annan with a plan
  • Beyond the Fall of the Syrian Regime by Peter Harling&Sarah Birke*
  • Text of U.N. Security Council statement on Syria
  • Moscow and the formation of The New World System by Imad Fawzi Shueibi*
  • Report on global arms exports by SIPRi*
  •  

    Sabato 24 marzo manifestazione NO F35

     

     

     

    Siria: Le armi devono tacere

     
     

    LE TRUPPE STRANIERE AGLI OCCHI DEGLI AFGHANI

     

    Kurdistan : Ez ji li virim! Anche io sono qua! Campagna Newroz 2012

     
    Documento del Congresso dell’Associazione per la Pace:

    PER IL RILANCIO DEL MOVIMENTO PACIFISTA

    Neanche 10 anni sono passati da quando, con un’affermazione decisamente esagerata, un famoso giornale nordamericano definì il movimento pacifista “seconda potenza mondiale”. Eravamo all’inizio della “guerra permanente” dichiarata da Bush junior subito dopo la tragedia dell’11 settembre, con l’occupazione dell’Afganistan e l’invasione dell’Iraq.
    Una mobilitazione imponente per ampiezza e diffusione. Milioni e milioni di persone che manifestavano in tutto il mondo contro gli orrori della guerra. Dappertutto le bandiere arcobaleno sventolavano e si mescolavano agli altri simboli della protesta mondiale, ed il tema della pace si intrecciava indissolubilmente a quelli della solidarietà e della lotta alla globalizzazione neoliberista. Era l’epoca del trainstopping e dei Social Forum, delle marce e dei dibattiti. Nel nostro paese dopo i drammatici giorni di Genova, vi fu una vera e propria mobilitazione di popolo che saldava il ripudio della guerra all’opposizione verso le politiche antipopolari e reazionarie del governo Berlusconi. Alle marce pacifiste si aggiunsero la lotta per la difesa del Wellfare e i girotondi per la difesa della democrazia. La grande manifestazione di Roma della CGIL e quella di Firenze al termine del Social Forum dimostravano la straordinaria capacità di mobilitazione e la diffusa voglia di protagonismo. Persino l’opposizione di centrosinistra, fino ad allora boccheggiante in Italia, trasse vantaggio da quell’esperienza, senza la quale non si sarebbe avuta la risicata vittoria del 2006. >>>

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